Giornata internazionale contro l’omofobia

Giornata internazionale contro l’omofobia

Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità cancella l’omosessualità dalla International Classification of Diseases (L’elenco delle malattie riconosciute), definendola per la prima volta “una variante naturale del comportamento umano che comporta l’attrazione sentimentale e/o sessuale verso individui dello stesso sesso”. L’omofobia è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità e quindi delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali basata sul pregiudizio. Essa non è inserita in alcuna classificazione clinica delle varie fobie, il termine viene utilizzato con il significato generico, riferita a comportamenti discriminatori e non clinica..

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E’ una ricorrenza promossa dall’Unione Europea che si celebra dal 2004. L’obiettivo della giornata è quello di promuovere e coordinare eventi internazionali di sensibilizzazione e prevenzione per contrastare il fenomeno dell’omofobia. Nessuna discriminazione è lecita, quindi è giusto combatterla ogni giorno.

Quest’anno per l’Italia la celebrazione ha un significato speciale. Perché arriva ad un anno dall’approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili – era l’11 maggio 2016 – e perché porta il Bel Paese a fare un bel balzo in avanti nella classifica internazionale per la tutela dei diritti delle persone omosessuali, trans, bisex e intersessuali.

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tramite un comunicato diffuso dal Quirinale lancia il suo messaggio nella Giornata mondiale contro l’omofobia. “L’omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone”, ha spiegato il capo dello Stato.

“Gli atti di intolleranza si esprimono in violenze verbali o derisioni, altre volte danno luogo a minacce, fino a giungere, talora, ad aggressioni fisiche. Si tratta di manifestazioni che feriscono l’intera nostra società, che risulta indebolita nei suoi valori fondamentali di convivenza”, ha continuato Mattarella, prima di concentrarsi sulle discriminazioni che riguardano ragazzi e adolescenti, che provocano un “rischio grave di compromettere fragili equilibri, perché gli anni della giovinezza sono quelli in cui si costruisce l’accettazione di sé, che è parte importante della futura serenità”.